Dopo aver frequentato per diversi anni la scuola di pittura del maestro Santo Nania a Legnano,
Richiusa si inserisce nel solco del movimento informale con una voce personale e distintiva.
La sua pittura nasce da un’urgenza interiore, da un dialogo diretto con la materia che diventa protagonista assoluta dell’opera. Colore, texture e gesto si fondono in una ricerca continua, libera da strutture precostituite e lontana da ogni rappresentazione figurativa.
Nel suo lavoro non ci sono confini netti né forme riconoscibili: è la superficie stessa della tela a parlare, a raccontare emozioni, tensioni e intuizioni che si fanno visibili attraverso strati di colore, colature, graffi, accumuli e sottrazioni. Ogni opera è il risultato di un processo intuitivo, quasi rituale, dove l’artista agisce guidato dall’istinto, affidandosi alla forza espressiva del gesto.
Richiusa riflette pienamente lo spirito dell’informale: un'arte che rifiuta la razionalità della composizione tradizionale e si apre all’inconscio, alla casualità, al valore espressivo della materia grezza. Le sue tele sono spazi di libertà, luoghi in cui il pensiero si dissolve nel fare, e il fare diventa pensiero in forma visiva.
Ha partecipato a diverse mostre personali e collettive a Torino, Novara, Pila, Pienza, Mapello, Trivero, Legnano e molte altre con apprezzabili risultati.